Mettere al centro la protezione dei giovani significa, prima di tutto, rompere il silenzio. In questo episodio, Vincenzo Fuoco, tecnico del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, mette a disposizione la propria sensibilità, maturata attraverso un percorso di vita che lo ha visto affrontare da vicino le fragilità del sistema sportivo durante gli anni della sua crescita. Quel vissuto personale è oggi la spinta principale del suo impegno attivo nel sensibilizzare il sistema, affinché i ragazzi di oggi possano muoversi in un contesto tutelato e trasparente. Il dialogo si sviluppa insieme a Rocco Briganti, responsabile del Safeguarding dell’Atalanta, che descrive il lavoro necessario per rendere le società sportive dei luoghi realmente sicuri. Al centro del suo intervento c’è l’attenzione verso il benessere psicofisico degli atleti e la qualità delle figure professionali che li accompagnano: non basta allenare il talento, occorre vigilare costantemente su chi lavora a contatto con i minori. Da questo incontro emerge come la tutela non sia un concetto astratto, ma una responsabilità collettiva che necessita un approccio culturale, organizzativo e tecnico in grado di assicurare ai giovani calciatori e alle giovani calciatrici un’esperienza sicura, in un ambiente positivo e professionale.